GAC Sardegna Orientale: “Grande gioia, firmati sei protocolli d’intesa a Tortolì per la pesca-turismo”

20 Settembre 2015

Dopo l’educational tour che ha portato i rappresentanti dei Gruppi di Azione Costiera provenienti da Spagna, Inghilterra e Friuli Venezia Giulia a visitare i tesori ambientali e imprenditoriali di Villasimius, Muravera, Tortolì’ e Baunei, ad Arbatax, c’è stata la firma di cinque protocolli d’intesa che si aggiungono a quello del GAC Sardegna Orientale.

Le reti tematiche di pescaturismo e ittiturismo diventano realtà. Il 16 settembre 2015 è una data che resterà impressa in coloro che curano le sorti dei pescatori europei: ad Arbatax il Gruppo Azione Costiera Sardegna Orientale, in un colpo solo, è riuscito a raccogliere cinque protocolli di intesa firmati. L’’azione 4.1.1 portata avanti caparbiamente da Gianna Saba dell’Associazione Nazionale Pescatour (uno dei 54 partner dell’organizzazione) e inserita nel PSL “Sardegna verso il 2020”, inizia a raccogliere i frutti dell’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi. La sigla dei protocolli d’intesa rappresenta un importante tassello del mosaico di attività, cui è composta la misura 4.1.1.

Artefici dell’’importante evento sono stati i protagonisti dell’’educational tour organizzato tra Sarrabus e Ogliastra e che ha coinvolto il Gac spagnolo Ria de Pontevedra, il Flag Cornovaglia e Isole Scilly e il GAC Friuli Venezia Giulia. Per cause di forza maggiore hanno disertato l’invito i rappresentanti del Gac Corsica e quelli del Gac Lazio Nord, ma la loro firma non è mai stata messa in discussione. Ora il neonato G6 lavorerà nel proprio territorio per sensibilizzare i pescatori e avvicinarli a queste nuove opportunità di lavoro che però dovranno essere intraprese perseguendo la qualità e bandendo l’improvvisazione. I promotori dell’’azione 4.1.1 possono andare fieri anche dell’ottimo lavoro portato avanti in questi lustri; hanno prodotto un disciplinare che i nuovi partner nazionali dovranno far studiare ai loro operatori. Tutti quanti, europei compresi, si accorderanno per l’adozione di un logo identico e che avrà la certificazione di un ente terzo a garanzia della qualità e dei servizi erogati.

Nel corso del workshop si è messo in luce come non abbia senso che ci sia una disparità di trattamento tra regioni nazionali ed europee. La materia “attività connesse” da affrontare deve avere un impianto normativo ben definito.

La Comunità Europea, paradossalmente, non l’’ha ancora costruito. In attesa che ciò avvenga l’’imprenditore ittico ha il dovere di integrarsi nel suo territorio: pescaturismo e ittiturismo sono attività di pesca professionale che danno reddito e favoriscono la salvaguardia delle risorse. Se poi si rivolgono al pubblico, rappresentano una risorsa turistica. Ora si attende un lavoro massiccio per la promozione di queste realtà. Il Gac So sotto questo punto di vista è ben attrezzato perché ha in mente quali siano le buone prassi e ha avviato anche dei corsi di formazione imperniati sulla tutela dell’ambiente e delle specie acquatiche.

Dalla Spagna e dall’’Inghilterra sono arrivate testimonianze arricchenti. La responsabile del Gac Ria de Pontevedra Laura Nieto ha snocciolato alcuni numeri della sua area di competenza. Nato nel 2008 è il più piccolo tra sette Gac esistenti nel suo stato. Comprende quattro comuni galiziani per un totale di settantamila abitanti. Da quelle parti si punta molto sulle vendite al dettaglio dei prodotti ittici, approfittando anche della massiccia presenza turistica. Il pescaturismo non è ancora fortemente sviluppato ma le idee per appropriarsi anche di questa nuova forma di economia non mancano. “Con la firma del protocollo – ha dichiarato Nieto – si accelerano le pratiche per l’adozione di una normativa in Galizia che sia simile a quella vigente in Sardegna. E soprattutto devono essere recepite dalle autorità governative competenti spagnole per farle applicare nella nostra regione. In tal modo si aprirebbero spiragli per una nuova economia, legata sia al turismo di massa, sia ad altre attrazioni come per esempio il pescaturismo. Mi piacerebbe che questa attività si sviluppasse da noi ma anche in tutta Europa”.

Fabrizio Selenu (presidente GAC SO) ha affermato: “”L’’aspetto più importante è quello di aver raggiunto l’’obiettivo di un percorso comune con altri gruppi di azione costiera. L’intento di tutti è di normare una materia dalle innumerevoli potenzialità per il settore turistico italiano ed europeo. I territori in cui esistono imprese di pesca non possono prescindere dalla cultura e dalle tradizioni dei pescatori. Sono un punto di forza del territorio. Mi attiverò subito per contattare i parlamentari europei, affinché la mia organizzazione, che coincide con quella di Giovanni Dean, presente in sala assieme ai rappresentanti di Legapesca, Armatori Sardi, Agci Pesca e Confsal, rappresentata da Giampietro Murru, spingano nella direzione di dare un impianto normativo a questa attività. Inoltre esistono delle disparità preoccupanti. Non è possibile che una capitaneria si comporti in maniera diversa rispetto ad un’altra capitaneria. Questo accade perché prendiamo le cose sotto gamba. L’Ogliastra viene invasa da circa 40 mila persone all’’anno, grazie alle attività connesse all’’industria marina. Proviamo a immaginare questi numeri con un’organizzazione e un territorio che crede in questa materia. Diventeremmo un punto di forza imprescindibile per chi vuole fare turismo nel territorio””

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